Un arcobaleno di emozioni
Un angolo di Paradiso dai mille colori. Si estende da Portofino a Moneglia, bagnato dal mare e cinto alle spalle da colline in fiore. Un' oasi naturale dove la mano dell' uomo è intervenuta, certo, ma senza averla
vinta sulla ricchezza ambientale di questi luoghi. Semmai ha aggiunto qualcosa: cultura, arte, storia, tradizioni e costumi. Un 'mix' riuscito, un cocktail di tinte e sapori, un arcobaleno di emozioni che vale proprio la pena di conoscere. Proviamo
a scoprirne gli ingredienti insieme? Partiamo dal Promontorio di Portofino, uno dei parchi più famosi d'Italia e che è un pò il simbolo di questo lembo di costa. Passeggiando per i suoi sentieri ci si inoltra in uno scrigno con tante pietre
preziose. Che colori! Un caleidoscopio riproposto dai suoi fondali. Vale la pena ammirarli. Basta una maschera dal vetro temperato, un paio di pinne e si è pronti per un tuffo indimenticabile. Ma anche una gita in barca offre un' esperienza unica.
Quando poi sarete paghi di cotanta bellezza, tornate sulla terraferma: serba per voi, tante altre sorprese. Viaggiamo assieme? Pronti, allora, perchè stiamo arrivando a Portofino. Ecco il suo porticciolo, ecco la sua famosa 'piazzetta' e le sue
facciate colorate delle sue case. E il molo, la calata, le gallerie d'arte, gli american bar e i ristoranti. Portofino è nota per il richiamo mondano dei suoi celebri ospiti e per il suo ricco cartellone di manifestazioni estive, ma sa convivere
benissimo anche con i segreti degli ultimi maestri d'ascia e delle ultime virtuose del pizzo al tombolo, del macramè e filet. Dai, si riparte. Imbocchiamo la strada costiera che ci porterà a S. Margherita Ligure. Merita una tappa intermedia la baia
di Paraggi: fermatevi un attimo soltanto sul suo arenile d'oro, e non sprecherete il vostro tempo.
Ecco, adesso siamo a 'Santa': la chiamano così i sammargheritesi, e lo farete anche voi, dopo un breve soggiorno. Gustate i suoi gamberoni, godetevi
il suo lungomare, i suoi negozi e locali alla moda, magari anche una serata della sua stagione di prosa e non perdetevi Villa Durazzo, la sua dimora più preziosa. La scoperta della costa continua. Pochi chilometri e si arriva a Rapallo, con l'antica
fortezza sul mare che un tempo difendeva la città dei Saraceni e che oggi ospita originali mostre d'arte. Ai primi di Luglio il castello va in fiamme, sotto una ghirlanda di fuochi d'artificio: è il momento clou dei festeggiamenti in onore della
Madonna di Monteallegro, il cui santuario si erge sull'omonima collina raggiungibile con l'unica funivia della Liguria. Da quassù si gode un panorama mozzafiato. La corsa vale anche una collezione di 'ex voto' marinari, custoditi dagli interni
settecenteschi del santuario. Volete, adesso, viaggiare a ritroso nel tempo? Si può fare. Da Rapallo si raggiunge la suggestiva baia di S. Michele di Pagana passando sotto il ponte che, secondo la leggenda, attraversò anche Annibale, all'epoca delle
guerre puniche. Preferite forse l'Età del Ferro? Eccoci a Zoagli, alla ricerca dei resti di una fortificazione preistorica detta 'castellaro'. Vi rimarrà senz'altro tempo sufficiente, poi per ritornare alla realtà e scoprire i telai da cui nascono
preziose sete e velluti. Vale la pena anche di perdersi lungo il percorso pedonale che segue la scogliera a picco sul mare: lasciatevi rapire da un tramonto!
Via, si prosegue. Siamo arrivati a Chiavari, dove si trova un ricco Museo del
Risorgimento dedicato a Garibaldi e Mazzini. E' anche la patria delle sedie impagliate dette 'campanino' e delle più belle orchidee, ma la chiamano anche 'città dei portici': se volete sapere perché non perdete occasione di fare due passi lungo la sua
via dello shopping, l'antico 'Carruggio Dritto', dove ogni secondo weekend del mese si tiene un affollato mercatino dell'antiquariato. Una visita del suo centro storico, un'altra alla pinanoteca di Palazzo Torriglia, e poi rilassatevi sulle sue
spiagge. Non sarete mica stanchi, vero? Perchè c'è ancora tanto da vedere. Per esempio la duecentesca Basilica dei Fieschi di S. Salvatore di Cogorno, che conserva la croce papale di Innocenzo IV. E poi Lavagna, nota per la lavorazione
dell'ardesia, per la sua 'marina' ma anche per la 'Torta dei Fieschi', una suggestiva rievocazione storica in costumi d'epoca che viene riproposta ogni 14 agosto e che dispensa quintali di dolce. Il suo arenile, poi , è immenso, e si estende sino alla
frazione di Cavi: una lingua dorata lambita da un mare che più blu non si può. Finalmenta siamo arrivati a Sestri Levante. E' una località speciale, perchè è divisa da un istmo verdissimo ed è bagnata da due mari, quelli che animano la Baia del
Silenzio e quella delle Favole, che battezzò così Hans C. Andersen, al quale è dedicato ogni anno un premio per la miglior fiaba, rapito dalla sua bellezza. Sestri Levante è rimasta legata alle sue origini di villaggio marinaro ma ha saputo puntare
anche sul turismo balneare, sullo shopping e sull'arte. La Pinacoteca Rizzi custodisce i segreti del Tiepolo, del Raffaello e del Rubens.
Volete proseguire ancora? Ecco allora Riva Trigoso, dove nascono navi e barche destinate a solcare i
mari del mondo, varate al cospetto di una baia da sogno. E poi Moneglia, il cui arenile era un tempo difeso da due castelli. A questo punto, però, dopo aver conosciuto la costa non dimenticatevi del suo entroterra. Aspro, verdissimo, ricco di
storia e di bellezze naturali. La 'porta' giusta è quella di Chiavari, alle cui spalle si aprono cinque valli. La Val Fontanabuona, che ha in Cicagna la capitale dell'ardesia e in Gattorna quella dei giocattoli. E poi la Valle dello Sturla, con
l'antica Abbazia di Borzone. Si sale di quota, lungo la Val d'Aveto, ed ecco S. Stefano, regina della villeggiatura montana e dominata da un castello duecentesco. Pochi chilometri, passando per Rezzoaglio, e si arriva al Lago delle Lame con i suoi
tronchi pietrificati, un vero tesoro della natura, come lo è anche la riserva delle Agoraie. Già che siete da queste parti, un consiglio: fermatevi a gustare i prodotti locali, dal miele al morbido formaggio. Non siete ancora paghi, vero? Allora
dedicate ancora un pò del vostro tempo ai sentieri della Val Graveglia, magari andando a caccia di minerali, e non tralasciate dal vostro itinerario nemmeno la Val Petronio: qui, non perdetevi una delle miniere di rame più antiche d'Europa, quella di
Libiola. Fatto? Bene, allora adesso ritempratevi, magari in un centro d'agriturismo, ce ne sono tanti da queste parti, perchè subito dopo si riparte. Ne vale la pena di ricominciare tutto daccapo, no?
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